Artisti

Auti Te Pape (Les femmes à la rivière)

Xilografia mm 205 x 355

Serie completa in ottimo stato della seconda tiratura della suite Noa Noa, così come editata postuma dal figlio di Paul Gauguin nel 1921 a Copenghagen.

Di rientro dal primo soggiorno a Tahiti (1891–1893), Gauguin allestisce una mostra presso la galleria Durand-Ruel in cui vengono esposti quarantuno quadri; di questi solo tre vengono venduti.

Le foto scattate nello studio di Paul Gauguin nel 1894 testimoniano la presenza alle pareti delle opere rientrate dall’esposizione, contribuendo nell’amplificazione di quell’aurea esotica ricordata dagli avventori dell’appartamento al civico 6 di rue Vercingétorix. In questo ambiente, circondato dalle sue opere, tra il dicembre 1893 e il marzo 1894 Paul Gauguin ha messo a punto dieci silografie, tutte eseguite su matrici di legno di testa dello stesso formato (ca. mm 205×355). Con spirito sperimentale, l’artista affronta per la prima volta la tecnica grafica facendo uso di un arsenale di strumenti vario, non limitato a quello proprio del mestiere. La conseguenza diretta di questo modus operandi fu la difficoltà nel riprodurre a stampa un numero omogeneo di esemplari, ragione per cui si fece affiancare dallo stampatore Louis Roy (1862–1907) nel tentativo di ottenere una tiratura organica. Il risultato fu un’edizione a colori (contrariamente alle edizioni successive) di circa trenta stampe per soggetto. Il lavoro, complesso, era finalizzato alla realizzazione di un portfolio che potesse accompagnare il testo “Noa Noa” a cui nel mentre lavorava a quattro mani insieme all’amico scrittore simbolista Charles Morice (1860–1919). La pubblicazione come era stata immaginata non vide mai la luce, così che la vicenda di testo e immagini procedette per due binari paralleli.

Le stampe nella tiratura orchestrata insieme a Louis Roy furono presentate per la prima volta al pubblico in una mostra allestita nello stesso studio di Gauguin nel dicembre 1894 e la critica reagì con stupore davanti al lavoro grafico dell’artista. Julien Leclercq mise in evidenza lo stretto nesso tra il repertorio pittorico e scultoreo con le incisioni, collocando quest’ultime proprio a metà strada tra le due espressioni artistiche coltivate durante il primo soggiorno tahitiano da Gauguin.

Le sue incisioni assumevano il vero ruolo di sintesi a cui ambiva, tanto sul piano tecnico che iconografico, miscelando insieme molteplici motivi elaborati durante gli anni passati nella Polinesia Francese. Seppure la loro iniziale circolazione fu limitata, l’impatto per i contemporanei delle stampe della suite Noa Noa fu fortissimo: Edgard Degas acquistò un set completo direttamente da Gauguin, mentre è molto probabile che durante il soggiorno a Parigi nel 1895 Edvard Munch sia venuto a conoscenza del lavoro, così come Ernst Ludwig Kirchner una decina d’anni più tardi.

Nel 1921, il figlio Pola, una volta entrato in possesso di otto delle dieci xilografie originarie del set decide di editare una nuova tiratura con l'aiuto dello stampatore danese Christian Cato di Copenhagen. In questo caso la scelta ricade su una stampa in bianco e nero. Alle otto xilografie del ciclo iniziale, ne aggiunge altre due, realizzate dal padre durante il secondo soggiorno a Tahiti.